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la condizione del lavoratore nella germania del terzo reich

Ludwig Heyde 

pp. 64 - € 8,00

 

Decisivo per la collettività aziendale — sul piano tanto pratico quanto giuridico — è che ai sensi della Legge sull’ordinamento del lavoro nazionale (20 gennaio 1930), nel quadro dell’azienda il lavoro proceda in modo che "l’imprenditore nella sua qualità di capo, gli impiegati e la maestranza collaborino in pro dei fini della azienda stessa e dell’utilità comune della Nazione e dello Stato". Questa formula stabilisce dunque la perfetta concordanza degli scopi dell’azienda con il benessere della collettività e l’interesse dello Stato: così il legislatore assume l’obbligo di garantire questa armonica collaborazione dando analogo indirizzo all’economia.

Il capo dell’azienda deve provvedere al benessere della maestranza. Questa, da parte sua, gli deve serbare la fedeltà radicata nella collettività aziendale". Da ciò deriva al capo-azienda l’obbligo giuridico di procurare — nel quadro dell’azienda — le migliori condizioni di lavoro possibili, compatibilmente coi preminenti interessi nazionali. A lato del capo-azienda è istituito un Consiglio dei fiduciari. Questo delibera circa il modo di aumentare il rendimento, le condizioni generali di lavoro e specialmente il regolamento aziendale, e la protezione dei lavoratori nell’azienda; rafforza la solidarietà fra tutti i membri dell’azienda, appiana i contrasti e partecipa a determinare la misura dei provvedimenti disciplinari sulla base del regolamento aziendale, il capo-azienda gli fornisce tutte le necessarie informazioni. I membri del Consiglio dei fiduciari non possono, di regola, venir licenziati. (Dal testo)

 

 

 

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