Costruire la Repubblica

(Documenti)

M. Mita

pp. 40 - € 4,20

 
I quaderni dell'Unione Democratica per la Nuova Repubblica N. 3
Edizioni "Nuova Repubblica" – Roma, 1968
"In un Paese ricco di attitudini e di ingegni politici forse quanto nessun altro, come dimostra tutta la nostra storia, il "sistema" ha arrogato il monopolio del potere, di un potere fiacco e paralitico quanto tiranno, ad una strettissima cerchia di iniziati, sempre i medesimi, collegati da profonde omertà, siedano essi sui banchi del governo o su quelli dell'opposizione".
Giuseppe Maranini
 
Ormai in nessuna grande nazione del mondo esiste un regime parlamentare come quello che fece fallimento nel 1922 e che abbiamo ripristinato nel '46 – con alcuni correttivi che non hanno funzionato.
Randolfo Pacciardi

Quale fine farebbero in un grande Stato europeo le piccole consorterie partitiche, ridotte ad essere residui di tradizioni storiche o superate sovrastrutture ideologiche, quando non sono che squallidi baracconi di funzionari? La fine dei piccoli partiti regionali, tipo Partito Sardo d'Azione o Volkspartei sud-tirolese. MSI, PDIUM, PRI, PSIUP, queste cianfrusaglie da retrobottega, dovrebbero confluire nei partiti affini per non sparire; in ogni modo è questo il loro destino, anche a livello nazionale, qualora una ventata di pulizia morale e politica dovesse portare alla Repubblica presidenziale.
«Non sapete voi che nella Repubblica sono in perpetua rotazione gli onori tutti, e gli impieghi?»
Eleonora Fonseca Pimentel
(Dal "Monitore Napoletano" sabato 9 marzo 1799)

 

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